Patologie del ginocchio
Terapia conservativa, chirurgia protesica e artroscopica

Dott. Andrea Fiocchi – Specializzato in ortopedia e traumatologia

Patologie

Patologie del ginocchio

L'articolazione del ginocchio è una delle articolazioni più complesse del nostro corpo ed è composta da tre ossa: la porzione più distale del femore, la tibia prossimale e la rotula che insieme alle strutture meniscali e legamentose ne garantiscono il movimento. Da un punto di vista funzionale possiamo dividere il ginocchio in tre porzioni: l'articolazione femoro-tibiale mediale o interna, quella femoro-tibiale laterale o esterna e l'articolazione femoro-rotulea.

Gonartrosi

Lesioni degenerative croniche, una sorta di usura e progressiva deformazione, che nel tempo alterano la normale biomeccanica articolare e portano alla comparsa del dolore.

Lesioni meniscali

Strutture soggette a lesione, che può essere degenerativa, ovvero su un menisco “invecchiato” e che ha perso parte delle sue proprietà elastiche, oppure traumatica.

Lesioni legamentose e LCA

I quattro principali legamenti garantiscono la stabilità del ginocchio ma possono essere interessati da rottura e solitamente ciò avviene a seguito di un evento traumatico.

Gonartrosi

L’articolazione del ginocchio può essere interessata da lesioni degenerative di tipo cronico, una sorta di usura e progressiva deformazione, che nel tempo portano all’alterazione della normale biomeccanica articolare e alla comparsa di dolore; questa situazione viene chiamata osteoartrosi. L’osteoartrosi può essere primaria o secondaria a malattie infiammatorie (artriti), osteonecrosi e conseguente a eventi traumatici precedenti (come lesioni dei tessuti molli o fratture).

Può interessare prevalentemente una sola parte fino a tutta l’articolazione. La diagnosi viene generalmente formulata con l’esame radiografico standard sotto carico ed eventualmente approfondita con esami strumentali quali la risonanza magnetica o la TC.

Lesioni meniscali

I menischi sono due strutture fibrocartilaginee, a forma di semiluna, che si trovano a ogni lato del ginocchio (interno ed esterno), interposte fra femore e tibia; hanno la funzione di distribuire il carico su superfici più ampie, proteggere la  cartilagine e stabilizzare l’articolazione.

Tali strutture sono soggette a lesione che può essere degenerativa ovvero su un menisco “invecchiato” e che ha perso parte delle sue proprietà elastiche; queste lesioni possono anche verificarsi a seguito di un trauma banale. Nei pazienti più giovani invece la rottura del menisco o di una porzione di esso avviene solitamente con un evento traumatico più rilevante come una distorsione del ginocchio.

Nonostante la loro piccola dimensione e l’aspetto simile a una “guarnizione” sono in realtà una componente fondamentale del ginocchio e negli anni se ne è capita sempre di più l’importanza. Per questo al giorno d’oggi le procedure chirurgiche sono sempre più indirizzate a riparare, quando possibile, con dei punti di sutura e conservarne la maggior parte, piuttosto che asportare una grande quantità o tutto il menisco come avveniva in passato.

Per la diagnosi delle lesioni meniscali, in quanto tessuti molli, è necessaria la risonanza magnetica.

Lesioni Legamentose e LCA

I legamenti sono delle ulteriori strutture molto rilevanti per il corretto il funzionamento dell’articolazione del ginocchio; hanno una struttura fibrosa e la loro funzione principale è garantire la stabilità del ginocchio. I quattro legamenti principali sono:

  • Legamento crociato anteriore
  • Legamento crociato posteriore
  • Legamento collaterale mediale
  • Legamento collaterale laterale

Tutti i legamenti possono essere interessati da rottura e solitamente ciò avviene a seguito di un evento traumatico.

La rottura del legamento crociato anteriore (L.C.A.) del ginocchio è sicuramente una delle lesioni più frequenti negli sportivi, sia che essi siano professionisti o amatoriali. È un infortunio reso ormai “celebre” dalle numerosi cronache sportive riguardanti calciatori, cestisti e sciatori che lo hanno subìto.

Questa lesione però può colpire anche soggetti che non stanno praticando un’attività sportiva ma che, a causa di una caduta accidentale o di un evento traumatico, sono sottoposti a una distorsione del ginocchio particolare che può provocarne la rottura.

Il legamento crociato anteriore è un legamento di soli 3 cm di lunghezza in media, che si trova all’interno del nostro ginocchio ma la cui lacerazione può provocare una sensazione di instabilità soggettiva, un senso di cedevolezza anche per movimenti banali della vita di tutti i giorni, che può risultare molto fastidiosa e invalidante.

Per questo motivo non solo in giovani e sportivi ma anche in soggetti più sedentari o in età più “avanzata” si ricorre alla chirurgia per la ricostruzione di tale legamento.

Anche per la diagnosi delle lesioni legamentose, oltre all’esame clinico, è necessaria la risonanza magnetica.

    Terapia conservativa

    Nel momento in cui l’articolazione diventa dolorosa e viene fatta diagnosi di vera e propria osteoartrosi o di usura della cartilagine (condropatia, lesioni cartilaginee) è possibile intraprendere una terapia conservativa che comprende la fisiochinesiterapia e molto spesso la terapia infiltrativa.

    La terapia infiltrativa o “infiltrazioni” consiste nell’iniettare all’interno dell’articolazione un farmaco che riduca il dolore e/o rallenti la degenerazione e l’usura della cartilagine.

    Le principali tipologie di terapia infiltrativa sono:

    • Con acido ialuronico: è una delle sostanze principali della cartilagine e del liquido articolare ed è quella che lo rende scivoloso e viscoso. Agisce come un ammortizzatore e lubrificante nell’articolazione del ginocchio ed è necessario per aiutare l’articolazione a funzionare correttamente, consentendo alle superfici della cartilagine che rivestono le ossa di scivolare l’una sull’altra. Le articolazioni artrosiche hanno in genere una minore concentrazione di acido ialuronico nel liquido articolare rispetto alle articolazioni sane e quindi una minore protezione contro l’attrito e l’impatto articolare. Questa condizione accelera ulteriormente il processo di degenerazione articolare, innescando un circolo vizioso. Un’iniezione di acido ialuronico consente di lubrificare temporaneamente l’articolazione del ginocchio, diminuendo così il dolore, migliorando la funzione e rallentare il processo di degradazione della cartilagine.
    • Concentrato piastrinico (PRP): Il plasma ricco di piastrine (PRP) è un’iniezione derivata dal proprio sangue che viene centrifugato in una macchina speciale per ottenere piastrine ricche in proteine particolari e fattori di crescita che hanno una funzione antinfiammatoria e anche in questo caso rallentare i processi di invecchiamento e degradazione dell’articolazione.
    • Cortisonici: vengono utilizzati in caso di importante infiammazione articolare (artrosinovite) a scopo di ridurre il dolore e l’evento acuto infiammatorio. Può essere utilizzato anche nei casi di artrosi più grave, quando lo strato cartilagineo del paziente è molto ridotto, per cui la funzione a dell’acido ialuronico o del PRP non avrebbe un bersaglio valido su cui agire.

    Chirurgia protesica

    Nelle fasi avanzate dell’artrosi la gravità del dolore e la limitazione articolare sono tali che i trattamenti conservativi (medici e fisici) non hanno più un risultato soddisfacente, compromettendo le attività quotidiane del paziente.

    In questi casi è necessario ricorrere ad un intervento di artroprotesi del ginocchio che può consentire un netto miglioramento della sintomatologia dolorosa, dell’efficienza funzionale e quindi della qualità della vita, ovviamente dopo un adeguato percorso riabilitativo.

    L’intervento di artroprotesi del ginocchio è un intervento molto frequente e con un alto tasso di soddisfazione tra i pazienti.

    Nei casi in cui non ci si sottoponga all’intervento, si assiste comunemente ad un peggioramento dei sintomi (dolore, rigidità articolare) con progressiva perdita della capacità deambulatoria.

    La chirurgia protesica si è evoluta notevolmente negli ultimi anni, assecondando l’esigenza dei pazienti di avere una precoce riabilitazione ed una minore invasività.

    L’intervento prevede che le superfici articolari, usurate dai processi artrosici, vengano rimosse insieme ad un sottile strato di osso sottostante, che viene appositamente sagomato per impiantare un rivestimento artificiale realizzato in leghe metalliche associato ad uno strato di materiale plastico (polietilene ad alta resistenza). Le componenti vengono solitamente fissate all’osso con cemento acrilico (simile a quello del dentista). In alcuni casi è possibile impiantare particolari protesi direttamente nell’osso senza l’utilizzo del cemento. Queste subiscono una specifica lavorazione che le rende rugose nella parte a contatto con l’osso, facilitandone l’integrazione.

    Gli interventi di protesi di ginocchio possono essere classificati in:

    • Artroprotesi totale: prevede di intervenire su tutta l’articolazione femoro-tibiale ed eventualmente sulla femoro-rotulea;
    • Artroprotesi mono-compartimentale (mediale o laterale o della femoro-rotulea): quando l’artrosi interessa solo una delle tre articolazioni.
    • Revisione di protesi: prevede la sostituzione di una protesi già impiantata con una nuova protesi, sostituzione di alcune componenti della protesi, espianto della protesi e posizionamento di spaziatore nel caso di infezione.

    Chirurgia artroscopica del ginocchio

    L’artroscopia è una metodica chirurgica mini-invasiva, che attraverso piccole incisioni (circa 1 cm) ed adeguati strumenti, permette di trattare svariate patologie a livello del ginocchio.

    Questa procedura si avvale dell’utilizzo di una piccola telecamera artroscopica collegata ad un monitor esterno che permette di valutare dall’interno l’articolazione nel suo complesso e grazie agli strumenti dedicati di eseguire il trattamento senza la necessità di un intervento a cielo aperto.

    Le patologie che più frequentemente vengono trattate per via artroscopica sono le lesioni meniscali e quelle legamentose.

    Per quanto riguarda i menischi è possibile effettuare svariate procedure come la riparazione attraverso dei punti di sutura, l’asportazione di piccole porzioni di menisco distaccato o “rovinato” (meniscectomia selettiva) fino al trapianto vero e proprio di un menisco da donatore.

    I legamenti che possono essere trattati artroscopicamente sono i legamenti crociati, anteriore e posteriore.

    Tali legamenti non possono essere solamente riparati o “ricuciti” come altri legamenti del nostro corpo, ma si rende necessaria una ricostruzione, ovvero utilizzare un altro tipo di tessuto che viene in parte modificato, preparato e impiantato in sostituzione dell’originale o a supporto dello stesso lesionato. Il neo-legamento viene inserito in tunnel ossei nella tibia e nel femore opportunamente creati, e poi posizionati e fissati con viti, piccoli chiodi o sistemi “a sospensione” chiamati bottoni.

    I tessuti che si utilizzano per ricostruirli sono principalmente i seguenti:

    • Tendine autologo, ovvero prelevato dal proprio corpo: tendine gracile e semitendinoso, parte del tendine rotuleo o parte del tendine quadricipitale;
    • Tendine allograft, prelevato da cadavere e conservato in una specifica banca dei tessuti;
    • Legamento sintetico, dei quali il più comune è il LARS (Ligament Augmentation & Reconstruction System).

      CHI SONO

      Dott. Andrea Fiocchi

      Chirurgia protesica e artroscopica del ginocchio e dell’anca. 

      Negli anni mi sono dedicato sempre di più alla chirurgia protesica e artroscopica del ginocchio e dell’anca, con particolare interesse all’apprendimento delle più recenti tecniche conservative in artroscopia dell’anca.

      Sono un amante dello sport, che ho sempre praticato. Conosco dunque l’importanza di un buon recupero dopo un trauma e dell’impatto che il “potersi muovere” ha sulla qualità della vita e sulla propria indipendenza.

      Questi sono i motivi per cui ho scelto questa professione che svolgo con grande passione e impegno.

       

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